Il libro è un saggio che tratta dell'immigrazione dei
popoli considerati barbari all'intero del territorio romano nel
periodo imperiale, in particolare intorno al 300 d.c.
Lo svolgimento del saggio si concentra quasi
esclusivamente sull'enunciazione e descrizione dei singoli episodi
storici e sulle fonti che ne parlano, insomma cade nell'errore di
elencare in modo estremamente minuzioso date e fatti: questo rende la
lettura estremamente pesante.
Lo spazio al commento e all'analisi socio-giuridica è
scarso e affrontato in modo superficiale.
Sarebbe stata utile una cartina storica dell'Impero e
dei suoi confini, di modo da facilitare il lettore nel richiamo delle
informazioni geografiche essenziali per comprendere gli spostamenti
di truppe e di popolazioni migranti.
In sostanza, il saggio è pedante e poco approfondito.
2007 - Laterza - 337 pp. - 20 Euro

