martedì 15 maggio 2012

“Ho sognato la cioccolata per anni” di T. Birger


Ho sognato la cioccolata per anni” di T. Birger

Il romanzo tratta del racconto autobiografico dell'autrice nel periodo della shoa.

Le vicessitudini della vita nel ghetto, dopo il distacco dalla famiglia, la vita nel campo di concentramento fino alla liberazione, infine il trasferimento in Israele e l'impegno sociale.

Per chi non è nuovo del genere, il libro non comporta sorprese: l'ottica è quella di una ragazzina che vive le varie situazioni con una sensibilità particolare, dandosi anche delle risposte per cercare di comprendere i cambiamenti della società e della sua famiglia.


Non eccelso, il testo di P.Levi rimane comunque la testimonianza meglio descritta e più toccate del periodo.

2008 - Piemme - 181 pp. - 9 Euro

“Com'è dolce Parigi...o no!?” di A. Caprarica


Com'è dolce Parigi...o no!?” di A. Caprarica

Uno sguardo su una Parigi e una Francia inedita: il giornalista prende in considerazione molti aspetti della vita parigina e francese, dal lavoro alla politica, dalle banlieue all'aristocrazia decaduta, dall'economia all'arte.

Il tono è quello dell'ospite che guarda tutto con aria sorniona e che a volte mette il dito nella piaga.

La narrazione è molto brillante, come Capranica ci ha già abituati nei suoi commenti sui telegiornali nazionali.

Non cercate un saggio sociologico universitario, ma una passeggiata sulle riva della senna in cui si chiacchera amabilmente con qualche risata. 

2007 - Sperling & Kupfer - 198 pp. - 18 Euro

“Piazza d'Italia” di A.Tabucchi


Piazza d'Italia” di A.Tabucchi

Più che un romanzo, un racconto. Non c'è molto da dire perchè è un sogno, non una storia, ma a chi è piaciuto “Cent'anni di solitudine” questo libro piacerà sicuramente.

2001 - Feltrinelli - 152 pp. - 7 Euro

“Hiroshima” di J. Hersey


 “Hiroshima” di J. Hersey

L'autore divide il libro in tre parti: la prima gli attimi antecedenti all'esplosione della bomba atomica, la seconda: le ore che i cittadini di Hirishima passano nella città nel completo abbandono tra lo scoppio della bomba e l'arrivo dei soccorsi, la terza: il destino dei sopravvissuti la loro vita post bomba.

L'autore descrive le vicende di sei personaggi, sono sia giapponesi di diversa estrazione sociale, sia stranieri.

Il libro è scritto con grande sensibilità, ma da un'ottica decisamente distaccata e oggettiva.

Estremamente interessante è come i personaggi si comportino nelle varie situazioni, perchè da questo si capiscono le differenze culturali tra occidente e oriente.

Per noi occidentali Hiroshima richiama l'immagine del fungo atomico che si staglia contro un cielo grigio e il corpo ustionato di una bimba che corre, ma sotto il cappello del fungo c'erano milioni di uomini e donne. Questo libro cerca di dare un volto a questi uomini e donne.


Anche se la domanda rimane tacita è comunque forte e purtroppo senza una risposta chiara: il lancio della bomba atomica è un crimine contro l'umanità?

2005 - Piemme - 209 pp.

“Mettimi in un sacco e spediscimi a casa” di T. O'Brien


Mettimi in un sacco e spediscimi a casa” di T. O'Brien

Racconto autobiografico dell'esperienza in Vietnam dell'autore. A parte il titolo che è veramente carino (ringraziamo il traduttore), il resto del romanzo non sa di granchè...

L'autore descrive la vita durante l'addestramento e poi durante il periodo in servizio in Vietnam. 

Cerca di essere profondo, ma non ci riesce. In sostanza, anche se ti sei laureato ad Harvard e hai vissuto in prima persona un fatto stravolgente come la guerra, non è detto che tu riesca a trasmettere qualcosa al tuo prossimo meritevole di essere stampato e consegnato ai posteri.


In sostanza, se ti trovi in una guerra (e direi che vale per tutte quelle combattute fino ad adesso e quelle future) di solito non hai la minima voglia di imbracciare un fucile e rasarti a zero per farti sforacchiare per il tuo Paese, se ti ci costringono meglio starci il minor tempo possibile, se ti trovi in prima linea cerca di rimanere sano di mente e trova qualsiasi scusa per farti mandare nelle retrovie dove è più difficile che una pallottola ti trovi.

2011 - Piemme - 219 pp. - 16,50 Euro

“Le vie delle signore sono infinite” di A. Appiano


Le vie delle signore sono infinite” di A. Appiano

Romanzo rosa che fa il verso ai più famosi best seller americani alla “Sex and the city”.

L'autrice riesce comunque a trovare un proprio stile e ad ottenere un risultato ottimo.

Il libro è divertente e la storia stravagante, grazie alla rivisitazione in salsa italiana dei clichè del genere.

2006 - Sperling & Kupfer - 243 pp. - 17 Euro

“Zarine” di H. Ttroyat


Zarine” di H. Ttroyat

L'autore descrive i vari intrighi che caratterizzano la Russia del 1700.


Il libro è decisamente gradevole. I vari avvenimenti sembrano un complesso romanzo di cappa e spada. Non manca nulla: inganni, amori, decapitazioni, intrighi, esili e lussuria.

Nonostante la narrazione sia brillante e non annoi, i fatti storici sono descritti con precisione e ben spiegati.

1999 - Piemme - 256 pp. - 16,50 Euro

“La spada del destino” di A. Sapkowski


La spada del destino” di A. Sapkowski

Un libro di racconti fantasy.

Il protagonista è lo strigo (una sorta di caccia-mostri mutante) Geralt. A lui si accompagnano il bardo Ranuncolo, la maga Yennefer e varie ed eventuali.

Girando per il mondo, lo strigo si imbatte in varie (una per ogni racconto) avventure e attraverso questi racconti l'autore svela la personalità del protagonista (per essere un mutante privo di sentimenti, ne prova un sacco tra cui amore in abbondanza, gelosia, pietà, amicizia...) e parti del suo passato.

Il libro non è particolarmente piacevole, sembrano degli spot pubblicitari per una serie che deve ancora iniziare.

2011 - Nord - 448 pp. - 18 Euro

“Uno tira l'altro” di S. Lynch


Uno tira l'altro” di S. Lynch

Non lasciatevi tranne in inganno dalla copertina rosa: non è un romanzo con lieto fine.

La protagonista si imbatte in sei catastrofi personali: perde il lavoro, il marito la lascia per un altro uomo, il figlio diciannovenne si sposa con una donna più grande di lui, la sua casa ha le fondamenta marce, la sorella tenta il suicidio e le viene diagnosticato un cancro.

Questa donna minata dalle avversità che la vita le infligge riesce alla fine a trovare un suo equilibro, a riappacificarsi con le persone che le stanno accanto e riscopre il gusto di assaporare ogni respiro.

Pur essendo un libro dalla tematica non particolarmente allegra, il tono dell'autrice rimane brillante e non cade mai nel patetico, anzi le situazioni vengono raccontate con tono ironico.

Il libro alla fine risulta godibile.

2011 - Sperling & Kupfer - 352 pp. - 17,90 Euro

“Bandeirantes” di A.e C. Calabrò


Bandeirantes” di A.e C. Calabrò

Libro estremamente interessante. Gli autori analizzano le vicende economiche del Brasile negli ultimi anni. L'analisi è prettamente economica, ma anche per chi non fosse particolarmente addentro alla materia riesce ad essere chiara ed efficace.

Gli autori suddividono il libro in vari capitoli, in cui vanno a sviluppare le varie possibilità del Brasile i suoi problemi e le politiche messe in atto per accrescere lo sviluppo.

Un libro che dà una panoramica nuova di questo immenso Paese. L'unica pecca che si può riscontrare è che gli autori danno per scontato alcune conoscenze storiche: è consigliabile ripassare almeno in modo superficiale gli ultimi avvenimenti politici brasiliani.

2011 - Laterza - 200 pp. - 16 Euro

“Meterra” di A.Cisi


Uno e dico un libro fantasy. Avete capito bene: non è una trilogia o una saga, ma un solo libro! In cinquecento pagine c'è tutta la trama... solo per questo motivo andrebbe letto.

Non è un capolavoro e si riscontrano alcune incertezze narrative, ma il risultato è soddisfacente.

La storia non è particolarmente complessa: la protagonista Mimì Maresco è una campionessa di biglie nei tornei dei carrugi genovesi, che scopre di non essere umana, ma una creatura di un mondo parallelo, Meterra appunto.

In questo mondo a lei non familiare sarà costretta a vivere avventure che le faranno conoscere nuovi tratti del suo carattere e piano piano ricostruirà la sua storia familiare con l'aiuto dei personaggi che, volenti o nolenti, la accompagneranno nel viaggio.

Si deve dare atto allo sforzo dell'autore di cercare di costruire un mondo fantasy originale, staccandosi dalle categorie classiche come elfi, nani ecc... Purtroppo,  non riesce sempre a destreggiarsi con facilità nella descrizione degli avvenimenti tra Meterra, Genova e la Francia.

Anche il finale non è dei migliori: viene infatti eccessivamente frammentato nei vari sottocapitoli, con un risultato poco chiaro.

Per quanto migliorabile, rimane un bel romanzo: vi trasporterà in un mondo strano e poco accogliente ma tutto da scoprire e la protagonista Mimì, un po' ladra e un po' fata, vi conquisterà.

2011 - Mondadori - 563 pp. - 16,50 Euro

“Stalking” - Aa. Vv.


 “Stalking” - Aa. Vv.

Le autrici si pongono l'obbiettivo di indagare il fenomeno dello stalking, che negli ultimi tempi è diventato tristemente noto grazie ad alcuni fatti criminosi particolarmente efferati.

Le due ricercatrici affrontano il problema con rigoroso metodo scientifico e una chiarezza che rende il loro lavoro fruibile a tutti. Introducono l'argomento descrivendo le varie tipologie di stalker e le eventuali conseguenze più o meno dannose dei comportamenti psicotici messi in atto; proseguono compilando e commentando un questionario che serve a identificare il problema e a scoprire i soggetti a rischio, sia che siano vittime o carnefici. In ultima analisi, affrontano il commento di alcuni casi clinici per spiegare le diverse terapie di aiuto e di cura che è possibile adottare.

Particolare è lo spirito che si percepisce: non di rassegnazione, ma di speranza nella soluzione dei casi e nel recupero a una vita equilibrata e serena, sia dei soggetti che subiscono, sia di quelli che attuano lo stalking.

Un saggio per addetti ai lavori ma ugualmente interessante, soprattutto uno spunto utilissimo per quelle categorie di persone che con il loro lavoro si possono trovare a confronto di situazioni difficili come quelle dello stalking.

“Chador” di L. Gruber


Chador” di L. Gruber

La giornalista ci porta in viaggio in Iran, paese ricco di storia e di profonde contraddizioni.

Il libro è un reportage giornalistico che non ricerca il sensazionale, ma vuole avvolgere il lettore nella atmosfera iraniana e addentrarlo in una società dalle mille sfaccettature e dalle grandi ipocrisie.

La Gruber si pone nei confronti della sua esperienza con un occhio curioso e ironico. La scrittura è molto fluida e semplice, come nella migliore tradizione giornalistica, riuscendo in questo modo a porre il lettore in una situazione familiare.

Sullo sfondo risalta il particolare momento storico che l'Iran ha vissuto con le elezioni presidenziali del 2005, che sono state il simbolo delle diverse forze che in modo sotterraneo si stanno sviluppando nella politica e nella società del paese, esprimendo il contrasto tra la voglia di modernità e di libertà e le rigide regole morali che ancora oggi frenano le nuove generazioni.

Un libro per tutti nel quale, intelligentemente, non viene dato per scontato nulla: quando necessitano dei riferimenti storici a fatti avvenuti nel passato, l'autrice si sofferma nel spiegarli senza cadere nel prosaico o nel cattedratico.

Credo che lo scopo del libro sia raggiunto appieno: appena terminata l'ultima pagina si vorrebbe partire per l'Iran per approfondire le domande e le curiosità che affiorano durante la lettura.

2006 - Rizzoli - 306 pp. - 8,50 Euro

“Ho il tuo numero” di S. Kinsella


 Ho il tuo numero” di S.Kinsella

La protagonista è una ragazza giovane e goffa: una medio-girl. Il fidanzato è belloccio e con qualche difetto di troppo. Il lui misterioso è affascinante e di successo.

Parliamoci chiaro: questo libro è un po' una minestra riscaldata. La trama è moolto, anzi troppo, simile ad altri romanzi della Kinsella. La scrittura è sempre fluida e curata, la verve comica non manca, i protagonisti sono ben tratteggiati e la trama è coinvolgente ma... manca di originalità. La fine è decisamente scontata da metà romanzo.
In sostanza, se è il primo libro della Kinsella che leggete vi piacerà sicuramente, ma se, come me, siete una fan, vi lascerà insoddisfatte con una certa sensazione di deja vù.

2011 - Mondadori - 345 pp. - 16.50 Euro

“L'educazione delle fanciulle” di L. Littizzetto e F. Valeri


 “L'educazione delle fanciulle” di L. Littizzetto e F. Valeri

Il libro è un dialogo (un po' a briglia sciolta) tra la Littizzetto e la Valeri, due comiche e due generazioni messe a confronto.

L'idea del libro è estremamente carina e interessante: si vuole far notare come in un lasso di tempo relativamente breve l'educazione della fanciulla sia completamente cambiata e, di conseguenza, anche l'immagine della donna e della famiglia si sia trasformata.

Entrambe, pur contraddistinguendosi nella prosa in modo netto, dimostrano di avere piglio e sagacia.

Non cercate grandi verità e analisi sociali da professoroni, non è questo il libro. Pensate a due zie che chiaccherano davanti a un caffè dei “loro tempi”, al massimo vi forniranno di qualche ricetta spiccia!

2011 - Stile Libero - 105 pp. - Euro 10,00

“Un anello da Tiffany” di L.Weisberger


 “Un anello da Tiffany” di L. Weisberger

Un romanzo disperatamente mediocre.

I personaggi, tre ragazze sui 30 nella sfavillante (sempre!) New York, sono piatti e privi di alcun colore: una è bellissima ricchissima e un po' ninfomane, la seconda è preparata e brillante sul lavoro ma fobica e repressa l'ultima è sfortunata e maldestra. La storia è banale quanto la pubblicità della Cedrata Tassoni (scommettono di cambiare in un anno i loro comportamenti con l'altro sesso); il finale è talmente perfetto e solluccheroso (tutte trovano l'amore, un bel lavoro e una casa magnifica) che a confronto il “vissero felici e contenti” è un finale carico di aspettative e mistero!

Anche questo è un buon libro da fila alla posta o come ho fatto io da volo aereo!

2010 - Piemme - 355 pp. - 11 Euro

“La lunga oscura pausa caffè dell'anima” di D.Adams


 “La lunga oscura pausa caffè dell'anima” di D.Adams

Un bel romanzo, l'autore si conferma un buon intrattenitore con idee simpatiche e divertenti. La trama è semplice ma accattivante, anche se si perde un po' nei preamboli per poi avere una fretta tremenda di finire.

L'uso stilistico delle figure retoriche, in particolare metafore e similitudini, è la chicca del libro: vi faranno sganasciare!

Se avete voglia di una favola moderna con un delicato happy ending e non avete voglia di guardarvi un cartone Disney questo è libro che fa per voi!

2011 - Mondadori - 273 pp. - 10 Euro

sabato 10 marzo 2012

“Barbari” di A.Barbero


Il libro è un saggio che tratta dell'immigrazione dei popoli considerati barbari all'intero del territorio romano nel periodo imperiale, in particolare intorno al 300 d.c.

Lo svolgimento del saggio si concentra quasi esclusivamente sull'enunciazione e descrizione dei singoli episodi storici e sulle fonti che ne parlano, insomma cade nell'errore di elencare in modo estremamente minuzioso date e fatti: questo rende la lettura estremamente pesante.

Lo spazio al commento e all'analisi socio-giuridica è scarso e affrontato in modo superficiale.

Sarebbe stata utile una cartina storica dell'Impero e dei suoi confini, di modo da facilitare il lettore nel richiamo delle informazioni geografiche essenziali per comprendere gli spostamenti di truppe e di popolazioni migranti.

In sostanza, il saggio è pedante e poco approfondito.

2007 - Laterza - 337 pp. - 20 Euro

“Tu,mio” di E. De Luca


L'autore tratta di un argomento molto delicato: le ferite lasciate dalla seconda guerra mondiale nelle vittime di quella immane carneficina e la voglia di andare avanti, dimenticare il passato intriso di orrore e abbandonarsi a un futuro colmo di speranza.

Un'estate degli anni cinquanta e l'isola di Ischia fanno da sfondo all'amicizia tra un ragazzo appena adolescente e Caia, una misteriosa ragazza senza passato che viene dalla Svizzera.

Nel ragazzo Caia ritroverà la sua storia e il suo passato, riuscendo in qualche modo ad avere una riconciliazione con sé stessa e con il suo futuro. Attraverso questa amicizia  quasi mistica e surreale il protagonista verrà catapultato in un mondo di emozioni adulte e crescerà superando la giovinezza in modo inaspettato.

Estremamente interessante il personaggio di Nicola: un pescatore che attraverso la pesca insegna al protagonista a crescere ed ad ascoltare sé stesso e quello che lo circonda. Nicola è rappresentato come un uomo semplice, che nei gesti antichi della pesca trova la propria serenità e che dentro sé stesso trova la forza del perdono.

E' un libro estremamente ricercato ed elegante, la narrazione è poetica anche se a volte un po' leziosa.


Le parole sono come delle onde che vi culleranno nella lettura immergendovi in un mondo e in sentimenti antichi, ma che porteranno come nella risacca delle domande a cui forse non abbiamo ancora trovato un risposta.

2003 - Feltrinelli - 116 pp. - 6,50 Euro

“Omicidi americani” a cura di S.Barillari


Omicidi americani” a cura di S.Barillari

Da Kennedy a Columbine i grandi fatti di sangue raccontati dai premi pulitzerQuesto è il sottotitolo del libro e lo descrive perfettamente: e' una raccolta di inchieste giornalistiche di cronaca nera che spaziano dagli anni venti ai giorni nostri.

Alcuni degli avvenimenti descritti sono noti a tutti, altri invece sono reportage, curiosi, ma di cronaca locale.

Il libro non appassiona, i casi trattati sono o molto famosi (e quindi la lettura risulta superficiale) o estremamente settoriali (e quindi hanno poca presa sul lettore).

L'unica nota interessante è l'evoluzione dello stile giornalistico; infatti si nota come lo stile narrativo e l'uso della retorica abbia avuto una fortissima trasformazione negli ultimi cinquant'anni.

2006 - Minimum Fax - 307 pp. - 15 Euro

domenica 5 febbraio 2012

“L'isola dei segreti” di S. Thomas


"Giovani menti brillanti cercansi per grande progetto. Inviare busta affrancata a Casella Postale 2300, Edimburgo". Rispondendo a questo semplice annuncio di lavoro pubblicato su un quotidiano britannico, sei giovani ragazzi inglesi si trovano invischiati in una situazione a dir poco bizzarra.

Dopo un colloquio in un grigio ufficio di Edimburgo, i sei protagonisti del romanzo (Anne, Thea, Emily, Jamie, Bryn e Paul) si risvegliano su di un'isola deserta, con al centro una casa la cui dispensa è piena di cibo. Nessuna spiegazione del perché sono lì. Nessuna indicazione di come sono arrivati lì. Nessuno modo di lasciare l'isola.

Isolati dal mondo, dalle sue regole e dal suo caos, i sei ragazzi imparano a conoscersi e (dopo un primo momento di disorientamento) passano i primi giorni sull'isola come se partecipassero ad un campeggio estivo, spendendo la maggior parte del tempo a chiacchierare tra loro e a scambiarsi le loro opinioni su film, gruppi musicali e videogiochi.

Purtroppo, il romanzo arriva in Italia con una decina di anni di ritardo rispetto alla sua pubblicazione originale (del 2001) e, di conseguenza, i numerosi riferimenti al mondo musicale e dei videogiochi appaiono chiaramente datati (parliamo dei Take That e della prima versione dei Pokemon!). Visto che circa la metà del libro si basa su questi dialoghi tra i ragazzi (per capirci: circa un terzo del volume è dedicato ad una partita a “obbligo o verità”), si rimane francamente interdetti.

Lo stile della Thomas è buono e il libro scorre via velocemente, solo che non lascia nulla dopo la sua fine. Lo stesso finale (pur coerente con quanto raccontato fino a quel punto) lascia vagamente perplessi in quanto il lettore non può che chiedersi: “sì, ma poi?”.

Non ci si affeziona veramente alle sei macchiette che si trovano sull'isola (dal piccolo spacciatore, al genio della matematica, alla ragazza incompresa, i sei sembrano usciti dal “manuale di giovani indecisi su cosa fare da grandi”) e i dialoghi sono sostanzialmente gli stessi che si possono sentire nel corso di una qualsiasi vacanza estiva dopo gli ultimi esami all'Università.

Tanto mi aveva colpito “Che fine ha fatto Mr. Y”, quanto poco mi ha lasciato questa “Isola dei segreti”, che, se paragonata a uno studente dell'Università (o a uno dei sei giovani approdati sull'isola), sarebbe un “ragazzo dotato e pieno di potenzialità, che però non si impegna e le lascia inespresse”.


2010 - Newton Compton - 323 pp. - 4,90 Euro.

“Due figlie e altri animali feroci” di L.Ortolani (seconda lettura)


Second opinion di un libro già recensito qui.

C'è un particolare, all'inizio di questa storia, che ricordo solo io. Siamo in macchina, sto guidando, a fianco c'è Caterina, mia moglie, dietro ci sono la sorella di Caterina e suo marito, siamo giovani e belli, e ridiamo e scherziamo, e a un certo momento sento la mia voce che dice: “a me l'adozione non interessa”. Dieci anni dopo, mi sveglio in un fosso senza un rene e con due figlie colombiane.

Questo è il folgorante incipit di “Due figlie e altri animali feroci”, il diario in cui Leo Ortolani racconta le difficoltà (e le gioie) incontrate da lui e dalla moglie (la Cate) dal momento in cui hanno deciso di adottare un bambino.

La trama (autobiografica) ripercorre le tappe di una coppia che ha preso questa difficile decisione: partendo dai primi incontri, cui seguono le interminabili e spossanti trafile burocratiche, per arrivare al primo incontro con le bambine e alla descrizione del primo mese passato insieme in Colombia, nel corso del quale i neo-genitori tentano di ottenere tutti i documenti richiesti per perfezionare la procedura di adozione internazionale.

Con il suo solito stile asciutto e pungente, Leo ci mostra le quanto sia difficile affrontare questa scelta di vita, in quanto la coppia si troverà costantemente pesata, misurata, esaminata e valutata da soggetti che paiono non rendersi conto che hanno tra le mani i sentimenti delle vite altrui.

E poi, dopo essere stati finalmente inseriti tra “i prescelti”, tra i “vincenti”, tra le coppie che “ce l'hanno fatta”, Leo e la Cate scopriranno che la convivenza con due piccole pesti non è proprio come nei film. Già perché tra un pannolino e un capriccio, tra un tentativo di comunicare in una lingua sconosciuta e un delfino di gomma spiaccicato sul muro, ci si può anche chiedere chi glie lo abbia fatto fare. La risposta sarà nei sorrisi delle due piccole.

Lo stile è quello che i lettori di Rat-man conoscono bene: situazioni quotidiane ed episodi di vita vissuta vengono raccontati con una prosa asciutta ed un piglio ironico e graffiante, costringendo il lettore a fermarsi e a ridere sonoramente in più di una occasione. La battuta è sempre dietro l'angolo e leggerlo alla fermata del bus può essere problematico, in quanto i passanti potrebbero guardarvi come si guarda un pazzo che ride da solo.

In due parole (anzi, una sola): consigliatissimo.


2011 - Sperling & Kupfer - 192 pp. - 16,50 Euro

“One Fifth Avenue” di C. Bushnell


E' un romanzo corale, in cui vengono narrate le vicende dei vari condomini che abitano al numero 1 della Fifth Avenue di New York.

Le vicende raccontate non sono particolarmente interessanti: amori, sete di potere e soldi, piccoli intrighi e screzi condominiali, gossip.....be' nulla di nuovo.

I personaggi sono degli stereotipi della società di Manatthan: donne ricche, casalinghe disperate con mariti dalla carriera e il conto in banca sfolgoranti, uomini ricchi … e basta. Seguono poi tutti gli altri: la plebaglia, che cerca di diventare come le precedenti categorie.

Probabilmente aggiungendo anche solo qualche battuta divertente e magari una spalla comica (le scene di sesso esplicito, sia vero che virtuale ci sono, il mistero di un vecchio omicidio c'è, il furto di un'opera d'arte pure) si potrebbe confezionare un serial di discreto successo.

In conclusione, un libro da coda alla posta: anche se annuite stancamente al vicino che si sta lamentano di qualsiasi cosa da almeno due ore, tenete un occhio fisso al tabellone coi numeri, vi urtano un minuto sì e l'altro no a causa dell'affollamento, potrete tranquillamente godervi la lettura!

Piemme - 2010 - 495 pp. - 12,00 Euro

“Donne che mangiano troppo” di R. Gockel


Nel libro viene analizzata la dipendenza dal cibo (bulimia) e i legami profondi tra questa dipendenza e l'incapacità della paziente di conquistare una personalità autonoma ed equilibrata. L'autrice narra la terapia con una sua paziente: Anna, la  vera protagonista di questo saggio.

E' un saggio e non un romanzo, dunque non aspettatevi il lieto fine. Nel corso della terapia la paziente migliora, ma non sappiamo se troverà l'equilibrio psichico che la porterà alla completa guarigione.

L'autrice riesce ad affrontare la tematica in modo semplice e comprensibile anche al grande pubblico. Forse per mantenere un carattere prevalentemente divulgativo, la Gockel rimane però un po' superficiale. In particolare, manca una prima parte in cui si inquadri in modo sistematico e approfondito il problema della dipendenza da cibo, magari fornendo degli approfondimenti con i problemi correlati dell'obesità e dell'anoressia.

La descrizione delle sedute rimane un po' asettica e forse sarebbe stato meglio dare spazio anche a una spiegazione delle tecniche usate dalla psicoterapeuta e dell'effetto che queste vogliono creare sul modo di pensare e vivere di Anna.

Altra nota estremamente negativa: mancano le note e sopratutto una bibliografia! In un testo come questo, la bibliografia è una parte fondamentale, in quanto permette al lettore di continuare una propria ricerca sull'argomento.

Il libro, per quanto possa essere migliorabile, è un bel saggio: l'autrice mantiene il giusto distacco clinico dalle vicende della paziente, ma non si avverte cinismo o pruriginosità. Le teorie che vengono citate sono spiegate in modo semplice è chiaro e il problema viene affrontato in modo sistematico.

Se le sindromi da dipendenza possono interessare, consiglio della stessa collana “Donne che amano troppo” di R. Norwood.

Feltrinelli - 1995/2005 - 190 pp. - 7 Euro

venerdì 27 gennaio 2012

“Il diavolo vola a Hollywood” di L.Weisbeeger


Il titolo è fuorviante: chi si aspettasse un seguito del libro “Il diavolo veste Prada” rimarrebbe deluso.

La storia tratta dei problemi di una coppia che si trova improvvisamente sotto i riflettori della ribalta e deve affrontare i rumors, i gossip e l'invadenza dei paparazzi tutto d'un colpo.

La vicenda è semplice: Brooke (la protagonista) è sposata felicemente da cinque anni con Julian. Negli anni di matrimonio passati insieme, lei ha sempre sostenuto il sogno del marito di diventare un musicista di successo (anche economicamente, facendo due lavori), quando Julian diventa una pop star, però, la sua vita viene travolta da avvenimenti non controllabili.

La coppia si trova ad affrontare una grossa crisi di incomunicabilità, nella quale Brooke si sente disarmata e impotente. Alla fine arriva l'happy ending (be' cosa vi aspettavate?!) con una bella morale annessa e connessa (il valore dell'amore e dei sentimenti vince sulla sete di fama e successo).

In ogni caso, rispetto a molta letteratura (cosiddetta) rosa, ha una sua originalità e un suo spessore: cerca infatti di distaccarsi sia dai libri alla “Sex and the City”, sia da quelli alla “Bridget Jones”.

Il libro coinvolge e (soprattutto per il pubblico femminile) si ci riesce a impersonale facilmente con la protagonista: una donna non eccezionale (non è lanciata in carriere sfavillanti, non è bellissima, non è una fashion victim), ma non è neanche il brutto anatroccolo (è stimata sul posto di lavoro, ha una vita sociale allegra, è una bella donna, ama ed è ricambiata da suo marito).

Le problematiche trattate (lo stravolgimento degli equilibri nella coppia, le interferenze esterne indesiderate ed ingombranti, il tradimento) per quanto siano ambientate in un contesto lontano dalla vita comune, possono essere comunque riportate a dei contesti più normali.

Rispetto a “Il diavolo veste Prada” è però meno arguto e graffiante, probabilmente perché il primo era un'esperienza personale, mentre questo è solo una ricostruzione di fantasia; nonostante ciò, l'autrice dimostra di saper affrontare la narrazione con sensibilità e intelligenza.

Insomma, una lettura piacevole, anche se rimane un libro da fermata dell'autobus.

Piemme - 2011 - 420 pp. - 18,50 Euro

lunedì 23 gennaio 2012

“I guerrieri del ghiaccio” di G. R. R. Martin


ENNESIMO libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Capiamoci, io sono una grande fan di questa saga, ma questo libro è come una coda in tangenziale!

Lo stesso autore dichiara che questo libro non segue il precedente, ma sviluppa la storia in modo parallelo, andando a riprendere le vicende dei personaggi che nel precedente libro (L'ombra della profezia) non aveva descritto.

Insomma, nel libro non succede praticamente nulla, proprio per dare un senso al libro inserisce un paio (e dico un paio) di news...non sprechiamoci.

Tutto il resto è una descrizione di avvenimenti piccoli e poco significanti. Insomma da l'idea del libro riempitivo che fa cassa.

Per i fan della saga è comunque da leggere, ma bisognerà attendere i prossimi per ritrovare la passione dei primi libri delle Cronache.

2011 - Mondadori - 488 pp. - 19,00 Euro

“Fantozzi aveva ragione” di D. De Filippi


I presupposti c'erano tutti, purtroppo l'esecuzione no.

Il libro vorrebbe fare un analisi del mondo del lavoro attuale in Italia, comparandolo con il mondo del lavoro sapientemente criticato da P. Villaggio con il celebre personaggio Fantozzi.

Bisogna dire che l'idea è carina e incuriosisce, purtroppo l'autore si sofferma in modo eccessivo sulla descrizione delle scene del comico personaggio. Traspare che all'autore piace molto il Ragioniere e prova un certo piacere nel rivivere le scene più divertenti e famose dei suoi film. Però, dato che la maggior parte di noi in un modo o nell'altro ha visto le scene più caratteristiche dei film, questo sforzo descrittivo è sostanzialmente inutile.

Quello che manca veramente al libro è però un'analisi approfondita del mondo del lavoro. L'autore si sofferma in modo superficiale e poco critico sulle differenze o comparazioni che trova tra il mondo di Fantozzi e quello attuale. Le analogie sono molte, ma anche le differenze (pensiamo alla tipologia di management o alle tipologie di contratti) e proprio in quest'analisi si percepisce che l'autore abbia avuto un'ottima intuizione, ma non riesca ad andare più avanti di così, non abbia avuto gli strumenti o l'esperienza per rendere la sua ricerca non solo un libello tratto da conversazioni davanti a vecchi film, ma un opera di critica.

In ogni caso, il libro rimane comunque godibile, potrebbe essere uno spunto per chi fa psicologia del lavoro, o un simpatico regalo per i nostalgici del celebre personaggio.

2010 - Aliberti Castelvecchi - 123 pp. - 12,00 Euro