“Chador” di L. Gruber
La giornalista ci porta in viaggio in Iran, paese ricco
di storia e di profonde contraddizioni.
Il libro è un reportage giornalistico che non ricerca
il sensazionale, ma vuole avvolgere il lettore nella atmosfera
iraniana e addentrarlo in una società dalle mille sfaccettature e
dalle grandi ipocrisie.
La Gruber si pone nei confronti della sua esperienza con
un occhio curioso e ironico. La scrittura è molto fluida e semplice, come nella
migliore tradizione giornalistica, riuscendo in questo modo a porre il
lettore in una situazione familiare.
Sullo sfondo risalta il particolare momento storico che l'Iran ha vissuto con le elezioni presidenziali del 2005, che sono state il simbolo delle diverse
forze che in modo sotterraneo si stanno sviluppando nella politica e
nella società del paese, esprimendo il contrasto tra la voglia di
modernità e di libertà e le rigide regole morali che ancora oggi
frenano le nuove generazioni.
Un libro per tutti nel quale, intelligentemente, non viene
dato per scontato nulla: quando necessitano dei riferimenti storici a
fatti avvenuti nel passato, l'autrice si sofferma nel spiegarli senza
cadere nel prosaico o nel cattedratico.
Credo che lo scopo del libro sia raggiunto appieno:
appena terminata l'ultima pagina si vorrebbe partire per l'Iran per
approfondire le domande e le curiosità che affiorano durante la
lettura.
2006 - Rizzoli - 306 pp. - 8,50 Euro

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