I presupposti c'erano tutti, purtroppo l'esecuzione no.
Il libro vorrebbe fare un analisi del mondo del lavoro
attuale in Italia, comparandolo con il mondo del lavoro sapientemente
criticato da P. Villaggio con il celebre personaggio Fantozzi.
Bisogna dire che l'idea è carina e incuriosisce,
purtroppo l'autore si sofferma in modo eccessivo sulla descrizione
delle scene del comico personaggio. Traspare che all'autore piace
molto il Ragioniere e prova un certo piacere nel rivivere le scene
più divertenti e famose dei suoi film. Però, dato che la maggior parte di noi in un
modo o nell'altro ha visto le scene più caratteristiche dei film, questo sforzo descrittivo è sostanzialmente inutile.
Quello che
manca veramente al libro è però un'analisi approfondita del mondo del
lavoro. L'autore si sofferma in modo superficiale e poco critico
sulle differenze o comparazioni che trova tra il mondo di Fantozzi e
quello attuale. Le analogie sono molte, ma anche le differenze
(pensiamo alla tipologia di management o alle tipologie di contratti)
e proprio in quest'analisi si percepisce che l'autore abbia avuto
un'ottima intuizione, ma non riesca ad andare più avanti di così,
non abbia avuto gli strumenti o l'esperienza per rendere la sua
ricerca non solo un libello tratto da conversazioni davanti a vecchi
film, ma un opera di critica.
In ogni caso, il libro rimane comunque godibile, potrebbe essere uno
spunto per chi fa psicologia del lavoro, o un simpatico regalo per i
nostalgici del celebre personaggio.
2010 - Aliberti Castelvecchi - 123 pp. - 12,00 Euro

Nessun commento:
Posta un commento