lunedì 23 gennaio 2012

“Fantozzi aveva ragione” di D. De Filippi


I presupposti c'erano tutti, purtroppo l'esecuzione no.

Il libro vorrebbe fare un analisi del mondo del lavoro attuale in Italia, comparandolo con il mondo del lavoro sapientemente criticato da P. Villaggio con il celebre personaggio Fantozzi.

Bisogna dire che l'idea è carina e incuriosisce, purtroppo l'autore si sofferma in modo eccessivo sulla descrizione delle scene del comico personaggio. Traspare che all'autore piace molto il Ragioniere e prova un certo piacere nel rivivere le scene più divertenti e famose dei suoi film. Però, dato che la maggior parte di noi in un modo o nell'altro ha visto le scene più caratteristiche dei film, questo sforzo descrittivo è sostanzialmente inutile.

Quello che manca veramente al libro è però un'analisi approfondita del mondo del lavoro. L'autore si sofferma in modo superficiale e poco critico sulle differenze o comparazioni che trova tra il mondo di Fantozzi e quello attuale. Le analogie sono molte, ma anche le differenze (pensiamo alla tipologia di management o alle tipologie di contratti) e proprio in quest'analisi si percepisce che l'autore abbia avuto un'ottima intuizione, ma non riesca ad andare più avanti di così, non abbia avuto gli strumenti o l'esperienza per rendere la sua ricerca non solo un libello tratto da conversazioni davanti a vecchi film, ma un opera di critica.

In ogni caso, il libro rimane comunque godibile, potrebbe essere uno spunto per chi fa psicologia del lavoro, o un simpatico regalo per i nostalgici del celebre personaggio.

2010 - Aliberti Castelvecchi - 123 pp. - 12,00 Euro

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