domenica 5 febbraio 2012

“Donne che mangiano troppo” di R. Gockel


Nel libro viene analizzata la dipendenza dal cibo (bulimia) e i legami profondi tra questa dipendenza e l'incapacità della paziente di conquistare una personalità autonoma ed equilibrata. L'autrice narra la terapia con una sua paziente: Anna, la  vera protagonista di questo saggio.

E' un saggio e non un romanzo, dunque non aspettatevi il lieto fine. Nel corso della terapia la paziente migliora, ma non sappiamo se troverà l'equilibrio psichico che la porterà alla completa guarigione.

L'autrice riesce ad affrontare la tematica in modo semplice e comprensibile anche al grande pubblico. Forse per mantenere un carattere prevalentemente divulgativo, la Gockel rimane però un po' superficiale. In particolare, manca una prima parte in cui si inquadri in modo sistematico e approfondito il problema della dipendenza da cibo, magari fornendo degli approfondimenti con i problemi correlati dell'obesità e dell'anoressia.

La descrizione delle sedute rimane un po' asettica e forse sarebbe stato meglio dare spazio anche a una spiegazione delle tecniche usate dalla psicoterapeuta e dell'effetto che queste vogliono creare sul modo di pensare e vivere di Anna.

Altra nota estremamente negativa: mancano le note e sopratutto una bibliografia! In un testo come questo, la bibliografia è una parte fondamentale, in quanto permette al lettore di continuare una propria ricerca sull'argomento.

Il libro, per quanto possa essere migliorabile, è un bel saggio: l'autrice mantiene il giusto distacco clinico dalle vicende della paziente, ma non si avverte cinismo o pruriginosità. Le teorie che vengono citate sono spiegate in modo semplice è chiaro e il problema viene affrontato in modo sistematico.

Se le sindromi da dipendenza possono interessare, consiglio della stessa collana “Donne che amano troppo” di R. Norwood.

Feltrinelli - 1995/2005 - 190 pp. - 7 Euro

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